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L’ERBA DEL VICINO, OVVERO L’INVIDIA

Delle volte può essere imbarazzante ammetterlo, però certe persone ci provocano davvero tanta, tantissima invidia.

L’invidia non è facilissima da digerire, ci fa apparire “cattivi“, agli occhi nostri e degli altri. Cattiveria che ben rientra nella preziosissima Ombra che c’è in ognuno di noi (di cui ho parlato in altro post).

Invidiare qualcuno significa voler essere al suo posto, volere quello che lui/lei ha, o che è, e non essere per niente contenti che lui/lei ce l’abbia. Non dico augurare il male, ma certo non godere dei successi altrui.

Possiamo essere invidiosi delle cose che hanno gli altri, oggetti di più o meno valore, di come sono, belli e in linea, delle loro relazioni, del loro lavoro, successo, e via dicendo.

L’invidia, come tutte le reazioni viscerali, tiene poco conto dell’aspetto razionale e lucido della faccenda. Per cHi suscita la nostra invidia ci appare come perennemente contenta e felice per quello che di fatto è solamente un aspetto della sua vita, facendoci totalmente dimenticare che, sì, ok, sarà felice per quello, ma una fortuna o un privilegio (che poi a volte più che fortuna è frutto di duro lavoro) certo non tutela da ogni possibile sofferenza nella vita, anzi.

Detto questo, all’invidia interessa ben poco delle considerazioni ragionevoli, ci fa rodere dentro perché a noi qualcosa manca. E lo desideriamo.

E allora che si fa? Prima cosa: accettarla, che pare poco, ma non lo è. Accettare questo indomabile e tanto poco diplomatico vissuto, non ripudiarlo, bensì lasciarlo esistere, e di conseguenza sentirsi un po’ delle persone cattive. Che fa tanto bene e ci riporta alla consapevolezza che siamo umani.

Poi, come sempre, farne buon uso.

A che serve l’invidia, è fine a se stessa? Non penso, credo anzi abbia una funzione molto importante, ovvero farci capire cosa ci manca. Perché quando non è invidia di oggetti di consumo (o si rischia di cadere nel futile e nel consumismo) è un utilissimo strumento per comprendere quello che nella nostra vita non c’è e ci farebbe un gran bene ci fosse.

Per cui è importante, nella nostra bella camera e in tranquillità, riflettere su cosa muove l’invidia, farsi un bell’esame di coscienza, lasciare perdere chi ce la provoca e provare a concentrarsi invece su quegli aspetti che vediamo in quella persona e sentiamo di desiderare.

E poi rimboccarci le maniche, perché è inutile sprecare energie a pensare male di qualcuno, meglio spenderle per noi stessi e il nostro benessere. Per cui se la vicina ha degli addominali da paura, forse conviene pensare alla nostra di linea, invece di inacidirci nei suoi confronti.

Siamo Esseri, in continua evoluzione e conviene occuparci della nostra di felicità, invece di sprecare tempo a sognare quella altrui!

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