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NO, NO E POI NO

La vita in fondo è fatta di sfumature, di piccole cose, aspetti che spesso sottovalutiamo, ma che poi si rivelano determinanti per ciò che riguarda il nostro benessere.

Pensiamo ad esempio a quando abbiamo la necessità di contrariare qualcuno, di esprimere il nostro dissenso. Come lo facciamo? Quanto ci costa farlo? Siamo tranquilli, oppure in difficoltà?

Che si tratti di dire un secco “no” o invece di argomentare a fondo la faccenda, per alcuni non è affatto un affare da poco. Di fronte all’altro che fa o dice qualcosa che non ci piace, o avanza richieste che non condividiamo, tocca a noi, solo a noi, farglielo presente, anche quando non è per niente piacevole.

Perché a volte è così complicato farlo?

Dietro i nostri comportamenti spesso si celano le cause più impensabili, che sfuggono alla nostra comprensione, perché hanno le loro radici in tempi ben più lontani di quello presente.

Non diciamo di no per il timore di ferire l’altro, di dargli un dispiacere, come se non essere d’accordo fosse una sorta di scortesia, di dispetto. Oppure perché vogliamo dare una immagine di noi stessi sempre positiva, apparire come “brave” persone, docili e sempre disponibili.

O ancora perché ci sentiamo sempre un po’ in difetto verso il mondo, quasi dovessimo farci sempre scusare di qualcosa (la nostra presenza???) e quindi viaggiamo in punta di piedi, con il terrore di disturbare sempre e comunque.

Figurarsi quindi protestare.

Tutti motivi, questi, che spesso si intrecciano tra loro, difficilmente si presentano da soli. Tutti modi di fare che ci portano ad accumulare rancore, risentimento, rabbia. Siamo come dei vasi, che se si riempiono troppo d’acqua poi la fanno uscire fuori tutta, così se diamo troppo retta agli altri, mettendo sempre a tacere la vocina in noi che dice “no, basta”, va a finire che poi abbiamo bisogno di urlare per riprendere il nostro spazio.

A volte costa fatica, ma bisogna imparare a non essere sempre carini e disponibili, a deludere, a dar dispiacere, a non occuparsi degli altri. Perché, può suonare magari un po’ cinico ma di fatto se non stiamo bene noi, se non rispettiamo le nostre personalissime volontà, tutto ciò che è intorno a noi ne risentirà. E quello che daremo sarà artefatto, finto, non voluto.

Partite dallo specchio, esercitatevi a dire no, in modo secco, ma sereno, non aggressivo. No perché non vi va, no perché non siete d’accordo, no perché non è il momento ma magari dopo sì. Vedete l’effetto che fa, provateci con le persone.
A volte le cose vanno molto meglio di quello che noi ci possiamo aspettare.

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