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PER I BAMBINI

PER I BAMBINI

 

Viviamo immersi in relazioni, continuamente e molto più di ciò che pensiamo e di quanto ce ne rendiamo conto. Già dalla nascita il confronto con gli altri è fondamentale e può davvero essere motivo di grandi differenze nella nostra crescita e in quelle che sono le idee che ci facciamo su noi stessi e gli altri.

La mamma, o chi si occupa di noi per più tempo, rappresenta “il biglietto da visita” del mondo, ovvero l’idea che ci facciamo, in modo più o meno consapevole, sulla realtà che ci circonda. Per cui una mamma o comunque una relazione “primaria” (come si dice in psicologhese) non positiva non ci farà certo una buona impressione del mondo in cui viviamo.

Nascere e crescere è un po’ come approdare in una terra straniera, di cui non conosciamo né usi né costumi e nella quale cerchiamo di integrarci, essere accettati e poter esprimere ciò che siamo. Se l’accoglienza non è amorevole ma ostile, e ci fa sentire ospiti scomodi, è chiaro che da quel Paese vorremmo andarcene, e al più presto.

Immaginate cosa significhi tutto ciò per un bambino, che è così piccolo rispetto a tutto ciò che gli sta intorno e che ne dipende al 100%. Egli non può scappare da una madre o un padre violenti, perché se lo facesse morirebbe, non potrebbe da solo badare a sé. Allo stesso tempo egli non può credere che la sua famiglia sia così cattiva come sembra, perché ammetterselo è troppo disorientante, soprattutto quando si è piccoli. E porta a pensare:

“Ma come, chi mi ama mi tratta così?” ” E’ colpa mia? Non sono abbastanza buono?”

Con tutto ciò che le conseguenze di questo tipo di pensieri produce, soprattutto quando non ne siamo pienamente coscienti.

Tanti di questi tarli mentali li riconosciamo e recuperiamo poi nella terapia, non tanto perché conti più il nostro passato e la nostra storia, ma al fine di avere un futuro migliore, di costruire relazioni più soddisfacenti. Provate a pensare all’influenza che un’idea di sé negativa può avere sulla scelta delle persone che decidiamo di frequentare e con cui ci impegniamo.

Se non abbiamo una grande considerazione di noi stessi come potranno averla gli altri?

Come genitori abbiamo l’onere e l’onore di rendere noi stessi migliori, per dare ai bambini il miglior mondo possibile. E non è necessario esserlo subito, alla loro nascita, ma provarci, impegnarci a crescere e accettare una fatica non solo fisica ma anche psicologica.

Perdiamo per primi una grande possibilità se non accogliamo questa fatica e non proviamo ad essere persone migliori. E’ una ricerca continua, che può iniziare dalla lettura di libri a tema, discussioni con il partner, ascolto di sé e una grande motivazione.

Il mondo non è perfetto né mai lo sarà, ma lavorare sul nostro piccolo mondo, affinché i bimbi possano respirare amore e rispetto, darà loro un messaggio importante, anzi importantissimo.

Che nonostante i nostri limiti, di persone e genitori, come essere umani possiamo e dobbiamo andare oltre, crescere e credere che una piccola casa in un piccolo paesino dove si sta bene e si lavora per continuare a starci, è un grande, grandissimo dono e possibilità, per tutti quanti.

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