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IL MESTIERE DEL CUORE

IL MESTIERE DEL CUORE

Prima della depressione vera e propria, profonda e annientante, esistono infinite sfumature e intensità di tristezza e apatia, nelle quali a volte neanche sappiamo bene di essere caduti. Prima di piangere ogni giorno e sentirci vuoti e inutili, ci sono giorni di mancanza di senso, giorni sempre uguali, dove sembra non accadere nulla, soprattutto dentro di noi, nel nostro cuore. Perché il cuore non è fatto per “funzionare” e basta (cosa che comunque ci auguriamo fortemente)… il Cuore deve anche poter correre un po’, farci sentire calore, farci spendere energie, farci emozionare.

Una vita emotivamente piatta è spesso il preludio a una qualche forma depressiva, che mai avviene senza motivo né senza segnali precedenti. Il guaio è che spesso nemmeno ce ne rendiamo conto e scivoliamo in una routine fatta di impegni, doveri, realtà fine a se stessa che perde di senso e ci fa sentire spenti. Se è tutto qui, nel funzionare, nel trascinare le giornate a dormire, senza mai accendersi, rischiare, sentire i brividi, smettiamo di vivere.

Bisogna guardarsi dall’apatia e ricordarsi di appassionarsi, e se non è possibile farlo per ciò che c’è, al di fuori di noi, nelle persone o in ciò che facciamo, cerchiamo comunque il modo di crearcela una passione, non rinunciamo a sentirci vivi.

La depressione è un buco nero, silenzioso e angosciante, ma è anche, contemporaneamente, la soluzione, unica e possibile, per sfuggire da una vita che non ci appartiene e che ci sta appunto spegnendo.

Dico sempre, e immagino che continuerò a farlo, che è importante occuparsi non solo del nostro corpo, cosa che oggi facciamo soprattutto per il desiderio di essere magri e belli, ma anche del nostro “dentro”, che non è fatto solo di organi bensì di sogni, speranze, passioni, emozioni.

Aspetti della quotidianità vitali che, se decidiamo di ignorare, tendono a ripresentarsi sotto forma di patologia (come la depressione appunto) e ciò accade nel migliore dei casi. Perché il guaio, il vero guaio, è quando neanche quello accade e arriviamo a considerare “normale” e auspicabile una vita sempre uguale, piatta, rassicurante, e mai attraversata da fuochi emotivi. Una vita da zombie insomma.

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1 commento
  1. Bellissimo articolo…come tutti gli altri!!

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