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BLOG DI PSICOLOGIA, BENESSERE, CRESCITA PERSONALE

QUELLO CHE VIVIAMO OGGI. LA CRISI.

Non navighiamo in buone acque. Non solo economiche, ma anche di spirito, fiducia nel futuro, psicologiche insomma.

Non facciamo altro che sentir parlare di crisi, difficoltà che appaiono insormontabili, avvenire incerto, e ciò tocca soprattutto coloro che una vita, una famiglia, se la devono ancora costruire, da capo.

Questa situazione, che pare non si risolverà tanto facilmente né in tempi brevi, mi fa pensare solo una cosa: non è il momento di arrendersi.

Non lo è, perché lasciarsi ora andare allo sconforto significa non avere davvero possibilità di costruire tempi migliori. Non si tratta di raccontarsi che tutto va bene e sorridere beoti di fronte alle difficoltà, significa invece cercare di investire le proprie risorse per reagire, per non lasciarsi andare.

Perché é un lusso che non ci possiamo permettere, per noi e per i nostri figli. Perché una volta che abbiamo pianto a sufficienza, dobbiamo, necessariamente, tirare fuori la grinta, provare a costruire un mondo (piccolo piccolo, il nostro) più vivibile.

A volte lo scoglio più grande per aprire una nuova attività (ad esempio) non sono i soldi, ma la fiducia.

Il primo passo per dar vita a qualcosa di nuovo è infatti quello di crederci, considerarlo di valore, con delle potenzialità, e i nostri limiti amano contraddirci in questo. Oh se si divertono…

Nasce un’idea e qualcosa dentro inizia: “ma sei sicuro? per me è meglio che lasci perdere…” “e se dovesse andare male?” e via così.

Utile ascoltare le critiche, utilissimo, ma mai farsi fermare, se riteniamo che ciò che abbiamo tra le mani abbia valore. Parlo di lavoro, perché la crisi oggi riguarda soprattutto questo, ma è valido anche per qualsiasi altra piccola impresa.

Oggi dobbiamo per forza mettere in campo risorse nuove, non solo economiche, soprattutto di testa, mentali. Dobbiamo guardarci dentro, chiederci, molto onestamente, cosa possiamo fare, dove siamo bravi e provarci, metterlo in pratica, fare dei tentativi.

Non ascoltare le vocine insidiose che ci dicono che non ce la facciamo. Magari non sarà ciò che abbiamo in mente che troverà realizzazione, ma nascerà comunque altro, fossero soltanto consapevolezze nuove, nuove energie, incontri fortunati, chi lo sa.

L o t t a r e.

Questo dobbiamo fare, per dove riteniamo valga la pena arrivare, anche se… anche se non ci sono le condizioni che dovrebbero esserci, anche se è una faticaccia, anche se non so che succederà domani.

P r o v a r e

Come fanno i bimbi quando imparano una cosa nuova, un piccolo passo alla volta, tentano e ritentano, fino a quando ce la fanno. Non è la fatica a fermarli, i bernoccoli, la novità che stanno vivendo. Si buttano, e l’abbiamo fatto tutti, per il semplice fatto che abbiamo una certa autonomia.

Mi rendo conto che anche a livello psicologico non è un momento facile, perché viene voglia di arrendersi, rassegnarsi, ma non porta a nulla di nuovo! Per questo credo che abbiamo il dovere, verso noi stessi e chi verrà, di fare il nostro meglio, per uscire da questa maledettissima palude economica e sociale.

Da qualche parte, in fin dei conti, bisognerà pur partire.

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