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Perché giudichiamo gli altri?

Perché giudichiamo gli altri?

Cosa c’è dietro agli occhi della gente? Cosa c’è negli sguardi, dentro la testa delle persone? Cosa le preoccupa, cosa le ossessiona e cosa le fa sentire fragili? Nei treni, nelle metro, nelle macchine in fila al semaforo ognuno è presente e intanto assorto in se stesso, attirato da chissà quale pensiero che gli fa compagnia oppure lo tormenta.

Eppure noi, da fuori, pensiamo di sapere già tutto… Guardiamo una persona e spariamo a mille, la giudichiamo, costruiamo la sua storia con convinzione quando magari ci condividiamo soltanto il caffè al bar. E la cosa peggiore è che oltre a credere di sapere tutto degli altri facciamo lo stesso con noi stessi e ci destabilizza scoprire in noi sentimenti ed emozioni non previste. Forse giudichiamo perché abbiamo bisogno di sicurezza per sentirci bene, ovvero di sapere come andrà a finire, cosa ci riserva il futuro. Ma il guaio è che spesso guardare gli altri pieni di pregiudizi ci porta a chiuderci e ad alzare barriere, proprio in un momento sociale in cui abbiamo bisogno di tutt’altro.

Eppure sappiamo bene che dentro, nel nostro intimo, le cose sono diverse da ciò che appare all’esterno, che noi per primi non ci mostriamo davvero per ciò che siamo con tutti. Ed è giusto così, perché abbiamo dei ruoli e anche perché la fiducia é un bene prezioso, che non va donato a tutti.

E poi credo che giudichiamo perché abbiamo bisogno di sentirci meglio degli altri. Vogliamo sentirci migliori perché non sappiamo mai se siamo abbastanza: belli, buoni, intelligenti. Ma abbastanza per chi? Abbastanza per cosa? Non a caso maggiore è l’autostima e minore è il bisogno di giudicare gli altri. Perché non guardiamo più alle nostre debolezze come a qualcosa di condannabile, bensì come a parte di noi, insieme ad aspetti più virtuosi.

Giudicare non serve a niente, perché non sappiamo mai davvero quali demoni abitano le menti e i cuori altrui, così come spesso non conosciamo fino in fondo i nostri. E ogni persona ha la sua storia e molto spesso le fragilità arrivano da quello che abbiamo incontrato crescendo, non è colpa nostra.

Invece di una critica fine a se stessa è utile invece pensare a sé, cercare di star bene con se stessi, ovvero con la persona con cui condivideremo più tempo nella vita e smettere di guardare gli altri. E ricordarci che, in fondo, tutti abbiamo le nostre paure e debolezze, è il nostro destino di esseri umani e pensare a quelle altrui di certo non ci aiuterà a superare le nostre.

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